Faida di san



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Description: Nelle valutazioni conclusive della Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria, relativamente al…

Nelle valutazioni conclusive della Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria, relativamente al processo di secondo grado denominato “Fehida”, sulla esistenza della cosiddetta Faida di San Luca, si legge, in conclusione, che dalle prove testimoniali integrate con le altre risultanze probatorie indicate, sarebbero provate un serie di circostanze, le origini e gli sviluppi della faida tra le opposte consorterie dei Pelle-Vottari e dei Nirta-Strangio. In primo luogo: “L'esistenza in San Luca, già prima del 10.02.91, di una frizione violenta tra due gruppi di famiglie: da un lato, i Vottari-Frunzu, collegati attraverso matrimoni ai Nirta "Scalzone", ai Romeo "Staccu", ai Pelle "Gambazza" e in particolare alle persone dei fratelli Pelle Antonio '62 e Pelle Domenico '50; dall'altro, i Nirta-Versu e Strangio-Jancu, tra loro legati da vincoli matrimoniali e a loro volta collegati, sempre attraverso matrimoni, ai Mammoliti Fischiante”.

In secondo luogo: “La maturazione del contrasto tra gli indicati aggregati familiari nell'ambito dei circuiti delinquenziali della criminalità organizzata di San Luca: la frizione avveniva tra appartenenti a famiglie che costituivano l'essenza della locale criminalità organizzata e costituiva manifestazione di una lotta per il controllo esclusivo del territorio e delle attività illecite su di esso espletate da parte di note famiglie interne al "locale di San Luca"; in tale ambito, i giovani dei Nirta-Strangio erano senz'altro degli emergenti rispetto agli esponenti di casati di 'ndrangheta già storicamente affermati come quello stesso dei Vottari-Frunzu, facente capo a Vottari Giuseppe '45, uomo di fiducia di Pelle Antonio '32".

Si legge ancora, al terzo punto, che vi sarebbe “La certa riconducibilità a Vottari Antonio '67, figlio maggiore del citato Vottari Giuseppe, del pestaggio di Nirta Francesco '74 e degli omicidi di Nirta Domenico '72 e di Strangio Francesco '71, nonché dei tentati omicidi di Nirta Giovanni Luca e Nirta Sebastiano avvenuti il 10.02.91” che sarebbe poi il presunto “primo atto ufficiale della faida di San Luca rivestita dai fatti di sangue del Carnevale 91”, al quale seguirebbe, scrivono i giudici: “La certa riconducibilità ad esponenti del gruppo Nirta-Strangio dell'omicidio di Vottari Antonio '67, collocabile tra il 23 e il 24 luglio 1992, reo di non aver rispettato l'esilio da San Luca impostogli dai primi e per tale ragione spietatamente giustiziato”.

“La possibile estensione e degenerazione del conflitto, oltre i confini territoriali di San Luca, a seguito dell'omicidio di Vottari Antonio '67 - si legge ancora oltre - attraverso la discesa in campo di cosche della fascia jonica, a cominciare da quella di Africo capeggiata da Morabito Giuseppe, alleato dei Vottari-Frunzu; l'inibizione all'allargamento dello scontro frapposta da Zavettieri Sebastiano, esponente di spicco della 'ndrangheta di Roghudi-Melito Porto Salvo, schierato con i Mammoliti-Nirta-Strangio”. Ne discende, inoltre, come “la rigida concatenazione logica, spaziale e temporale di tutti i fatti di sangue del 91, del 92 e del 93 e l'essere ciascuno di essi, al contempo, effetto di un prius e causa di un posterius”.

L'esistenza in San Luca, fin dall'inizio degli anni 90, di una cruenta guerra di mafia tra i Pelle-Vottari e i Nirta-Strangio, sospesa dal summit di 'ndrangheta tenutosi dopo la cosiddetta strage del 1° maggio 1993, per effetto del quale non si registravano più spargimenti di sangue per 13 lunghi anni, è conclusione che quindi deve essere fondatamente raggiunta, sulla scorta delle emergenze fin qui riportate, a prescindere dalla certa individuazione dei responsabili degli omicidi di Vottari Antonio '67 e dei quattro omicidi del 1°maggio 1993 (non essendovi alcun dubbio, come detto, circa la responsabilità dello stesso Vottari Antonio '67 per i fatti di sangue del 10.02.91).

La tregua durata 13 anni andava ad infrangersi, in particolare, con due eventi ben precisi: il tentato omicidio di Pelle Francesco del 31 luglio 2006, addebitato dai Pelle¬ Vottari alla consorteria Nirta-Strangio diretta da Nirta Giovanni Luca, contro il quale sarebbe indirizzato l'agguato eseguito nel corso della cosiddetta strage di Natale 2006, per concludersi con una tregua dopo la strage di Duisburg, del 15 agosto 2007, lasciando sul terreno una lunga scia di morti.




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